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“Centocinquanta anni di bugie” il libro del “passionario” Carmine De Marco

di Giuliana Alvino

Mentre il paese si occupa del 150° anniversario dell´unità d´Italia, si moltiplicano, parallelamente, le presentazioni di libri che da quegli eventi traggono spunti e riflessioni per raccontare i perché, i come ed i “quando” degli altri protagonisti mai raccontati di quel periodo storico.

“Centocinquanta anni di bugie” è l´ultimo libro di Carmine De Marco, imprenditore informatico napoletano, appassionato di studi critici e revisionisti sull´ Italia dal 1861 ad oggi. La presentazione del libro tenutasi sabato scorso a Napoli nella Sala della Loggia del Maschio Angioino inizia con la lettura da parte della figlia dell´autore di una lettera che lo stesso scrisse alla piccola di soli 8 anni. La lettera narra dei motivi che inducevano il papà, appunto Carmine De Marco, a non far frequentare l´ora di storia alla figlioletta, per sottrarla alle bugie scritte nei libri di testo e passate come uniche verità di un evento molto doloroso per il Sud Italia. Questa decisione, superata poi dalla moderazione della mamma, mirava a stimolare in una bambina la ricerca della verità, la curiosità di ascoltare sempre tutte le campane prima di giudicare i fatti per farsene una libera opinione. Se la storia è fatta da vinti e vincitori, ma viene, poi, scritta solo dai vincitori, è ora che si dia voce anche a chi la storia l´ha vissuta, l´ha subita, senza poterla raccontare.

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